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Una lunga storia d’amore

Marilyn Monroe era una bambina sfortunata, diventata sex-symbol in tutti i paesi e tutte le epoche. The Misfits è stato il suo ultimo film completo prima di morire all’età di 36 anni per suicidio con barbiturici. Per un’analisi intelligente sulla sua vita e le sue sofferenze consiglio questo articolo.

Qui Marilyn dice la sua

“Life should not be a journey to the grave with the intention of arriving safely in a pretty and well-preserved body, but rather to skid in broadside in a cloud of smoke, thoroughly used up, totally worn out, and loudly proclaiming, “Wow! What a Ride!”

Hunter S. Thompson

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Brutto colpo per l’APA e la sua nuova creatura..

Ormai ci siamo. E’ Maggio e, con la primavera, avremo il nuovo DSM.
Thomas Insel, Direttore dell’NIMH, afferma, senza tanti giri di parole che il DSM è “privo di validità” e che “i pazienti con disturbi mentali si meritano di più”.

L’NIMH (National Institute for Mental Health), il più grande finanziatore della ricerca sulla salute mentale del mondo, a pochi giorni dalla pubblicazione del testo lancia la sua obiezione alla revisione del DSM e alla sua stessa impostazione metodologica.

Secondo Insel è opportuno affidarsi ad un’altra maniera di fare ricerca in salute mentale e propone l’RDoC (Research Domain Criteria) come approccio alternativo per raccogliere i dati necessari per una nuova nosologia. Questo progetto si occuperà di gettare le basi per un nuovo sistema di classificazione dei disturbi mentali, partendo dal raggruppamento dei diversi disturbi attualmente classificati, in grandi categorie specifiche per dominio. Verranno raccolti i i dati che accomunano i diversi disturbi nelle aree della genetica, del neuroimaging, della fisiologia e della cognizione, per poi procedere ad un’analisi su questi grandi gruppi e non più sui singoli sintomi o sulla singola patologia.

A conclusione del suo annuncio, che suona come uno scossone di proporzioni gigantesche alle fondamenta stesse dell’APA, afferma Insel, citando due genetisti (Craddock, Owen):

“Alla fine del 19 ° secolo, era logico utilizzare un approccio diagnostico semplice che offriva una ragionevole validità prognostica. All’inizio del 21 ° secolo, dobbiamo spingere la nostra curiosità più alto. “