Archivio mensile:novembre 2012

tendenze

La percentuale di persone con disturbo borderline di personalità che si suicida è di circa il 10%.  Tutti gli altri compiono dei tentativi, anche più volte nell’arco di una vita.

Nello studio di Kawashima et al. (2012) viene preso in esame un campione di soggetti adolescenti che hanno tentato il suicidio per indagare le caratteristiche che accomunano questo gruppo rispetto ad un campione di controllo composto da soggetti adulti anch’essi con storie di tentati suicidi.  Il risultato è che rispetto al campione di adulti,  gli individui adolescenti, soprattutto nel gruppo femminile, sono più frequentemente diagnosticati come BPD. A me sembra che il dato faccia riflettere. Perchè questa vastità di diagnosi di BPD negli adolescenti e non negli adulti? Dai dati risulta che nelle storie cliniche dei soggetti adulti che hanno tentato il suicidio la diagnosi più ricorrente sia quella di disturbo dell’umore.

1980sForse è da leggere come un fenomeno culturale, con il progressivo ingresso della diagnosi BPD nella letteratura e nella pratica psichiatrica, questo diffondersi di tale categoria diagnostica nei soggetti adolescenti? O forse, al contrario, in passato si sbagliava a diagnosticare dei disturbi dell’umore a individui che invece presentavano una fenomenologia borderline? Di sicuro sappiamo che prima del 1980 la diagnosi di disturbo borderline di personalità non rientrava nelle patologie comprese nel DSM e che col tempo c’è stato un progressivo aumento di soggetti diagnosticati come BPD. 

Ma quindi,  il BPD c’era anche prima o forse davvero è il prodotto di questa nostra società liquida..?